L’Italia e il rischio infrazione: il problema non è l’Europa – EDITORIALE

Siamo vulnerabili: è la conclusione che si può trarre in breve dal rapporto sul debito pubblico italiano rilasciato dalla Commissione Europea.
38.400 euro per ogni cittadino è il peso del debito calcolato nel solo 2018, una zavorra che unita ad altri fattori frena ogni possibilità di crescita. Risultano evidenti le criticità dei provvedimenti simbolo dell’ultimo anno di governo, da quota 100 al reddito di cittadinanza, che aggravano lo stato già insostenibile dei conti pubblici.

Vignetta di Ingram Pinn per il Financial Times

Lo spettro dell’apertura di una procedura di infrazione a nostro carico ora non è più così lontano, con il rischio concreto di dover sentire nuovamente le grida di chi – pur colpevole – scarica le proprie inique responsabilità sull’Europa e le sue Istituzioni, sommergendole di improperi utili solo ad avvelenare un clima già pericolosamente teso. Si badi però che una simile reazione non sarebbe solo da incoscienti – o un riflesso grottesco tipico “di chi piange sul latte versato” –  ma rappresenterebbe la precisa e strumentale volontà (oserei dire criminale!) di generare e cavalcare malessere, puntando il dito sul nemico di volta in volta prescelto.
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🎙COMUNICATO🎙sul caso Diciotti

🎙* COMUNICATO *🎙

“Il Movimento Culturale Ideelibere intende esprimere la propria ferma condanna per la posizione assunta dal governo italiano sulla vicenda delle persone ad oggi ancora illegittimamente bloccate a bordo della nave Diciotti della Guardia Costiera.
Sentiamo il dovere di denunciare che in questa circostanza le scelte del governo si collocano drammaticamente al di fuori della legalità e stanno rappresentando una vergogna per l’Italia, gli italiani e per l’identità valoriale e giuridica che ha sempre contraddistinto il nostro Paese nel mondo.

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Equo compenso o equo mostro?

Sono giorni difficili per il mondo giornalistico, in totale fermento per la firma del nuovo accordo sull’equo compenso. Al tavolo delle decisioni, presieduto dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria Luca Lotti, sedevano la Fieg  (Federazione italiana editori giornali), la Fnsi (Federazione nazionale stampa italiana), l’ Inpg(istituto di previdenza dei giornalisti italiani) e l’Ordine dei giornalisti. L’unico voto contrario al nuovo contratto è stato quello di Enzo Iacopino, presidente dell’Ordine dei giornalisti, il quale sente di dover difendere la categoria da un futuro danneggiamento.
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