Nel 2016 Italia al 77°posto per libertà di stampa. Ce lo meritiamo proprio?

Ed eccoci qui, come ogni anno, a commentare il rapporto di Reporters sans Frontières (RsF) sulla libertà di stampa nel mondo, con una classifica che conta ben 180 Paesi e che nel 2016 ci vede scendere ancora di quattro posti; dal 73mo al 77mo. Vince ancora, da sei anni a questa parte, la Finlandia, il paradiso dei giornalisti, mentre a seguire troviamo Olanda, Norvegia, Danimarca, Nuova Zelanda, Costa Rica, Svizzera, Svezia, Irlanda e Giamaica. Queste le prime dieci posizioni. (Clicca qui per vedere la classifica completa)
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IRRATI e la discriminazione territoriale

Applicare le regole: è questo che fa la differenza nella società, è questo che fa la differenza in un campo di calcio. Una sola persona può garantire tutto questo in uno stadio: l’arbitro; una sola nella società: il giurista. Ebbene questa volta ci troviamo di fronte a un connubio perfetto: Massimiliano Irrati, avvocato di professione e arbitro dal 1996, una persona che ha fatto delle regole la sua vita.
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Messico: in un anno uccisi 100 sindaci dai Narcos

Il 2 gennaio in Messico, nel primo giorno del suo mandato, è stata uccisa nella sua casa Gisela Mota, 33 anni, neo-sindaca di Temixco, nello stato di Morelos. Da poco insiediatasi, era in prima linea nella lotta ai narcotrafficanti. E’ l’ennesima vittima di una realtà spietata che senza remore uccide chiunque vi si metta contro.

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L’avvento dei social: cambiamenti ed innovazioni

Negli ultimi anni, nella nostra quotidianità, si sono affacciate nuove forme di comunicazione che hanno portato dei mutamenti radicali nel nostro modo di pensare, o addirittura di vivere, cambiando le nostre abitudini, i nostri costumi: “i social network”.

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NO PROFIT!

Uno a zero e la Germania è in cima al mondo, il delirio al Maracanã si tinge di nero rosso e giallo. La storia è stata scritta anche per questa volta, si chiude il sipario su questi mondiali, lo spettacolo è finito. Che si spengano le luci, si smantelli la scenografia, via i lustrini e le paillettes, basta con i sorrisi finti e il clima di festa.
Qui da festeggiare non c’è proprio niente. Il Brasile esce perdente, e non per i sette gol.

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