Giorgio Faletti, un paese intero a dirgli addio

«Cari amici, a volte la vita ci mette molto più ingegno e molto più impegno nel mettere i bastoni fra le ruote piuttosto che nell’ aiutare gli essere umani a realizzare i propri desideri». Così scriveva Giorgio Faletti nella mail inviata da Los Angeles pochi giorni prima dell’inizio del Festival Passepartout.
Continua a leggere . . .

Share Button

PRIMA FERMATA: GERMANIA

Se il primo viaggio che questa rubrica ha affrontato è stato nel lontano oriente con l’affascinante tradizione del Capodanno Cinese, questa volta torniamo in Europa, parlando della più vicina Germania.
Non sarò io a parlarvi della cultura tedesca perché, nell’ambito di un lavoro antropologico per l’università Orientale di Napoli, mi ha concesso un’intervista Carlo Buonanno, collega universitario che ha vissuto 9 anni a Dusseldorf.
Continua a leggere . . .

Share Button

Il Capodanno Cinese

Partiamo subito col dire che, sebbene la festa segni l’inizio del nuovo anno, la denominazione “Capodanno cinese” è tipicamente occidentale, infatti in patria viene chiamata “Festa di primavera”  (chūnjié)o  “Capodanno lunare” (nónglì xīnnián). Questa festa non ha data fissa dato che il calendario cinese si basa sulle fasi della luna e del sole (Calendario lunisolare), per cui, a seconda della data del novilunio, il Capodanno può cadere dal 21 gennaio al 19 febbraio del nostro calendario. Quest’anno è caduta il 10 febbraio, e si è entrati nell’anno del Serpente. Le festività durano per 15 giorni, e terminano con la “Festa delle lanterne”, quando i cinesi girano per la città tenendo in mano lanterne colorate e ponendo candele alle finestre delle case, per guidare gli spiriti benevoli.
Continua a leggere . . .

Share Button